domenica, settembre 05, 2010

Fumetti: equo compenso, mancanza di lettori, Zoo Mag, la tavola rotonda di Lucca

In questi mesi estivi molto si è dibattuto, sui blog di fumetto, di un argomento che inizialmente era l'equo compenso dei fumettisti.
Dopo l'annuncio della tavola rotonda a Lucca organizzata da Claudio e da Luca Boschi, la discussione è proseguita (certo, forse non porterà a niente, il che non costituisce motivo per non farla. Ma il cinismo d'accatto è sempre di moda, in Italia. Di moda e facile da praticare. Provare e sbagliare è una cosa che si fa nel mondo degli adulti.).

[Parentesi: ritengo che un incontro/tavola rotonda con l'Associazione dei Librai Italiani possa essere proficuo, per capire se il fumetto nelle librerie di varia sia promosso/ esposto in maniera adeguata in libreria. Mi piacerebbe capire se in varia i fumetti vendono, se con un minimo sforzo promozionale potrebbero vendere di più, se sono vissuti dai librai come una semplice seccatura.
Ma qui si torna al discorso: chi rappresenta la categoria dei fumettisti? Continuiamo a sputare sull'idea di sindacato, o ci decidiamo a formare una struttura che possa fungere da interlocutore pubblico?

Quindi, sì, secondo me:
- ci vuole un sindacato che si costituisca come soggetto rappresentante della categoria;
- dopo le tavole rotonde tra autori, ci vogliono una serie di incontri mirati tra addetti ai lavori, tipo quello che ho proposto sopra.
Fine della parentesi.]

Dicevo, la discussione è proseguita e si è passati a una considerazione che ritengo abbastanza oggettiva, che è che il compenso che si riceve nella realizzazione di un fumetto è generalmente equo proporzionandolo alle copie vendute (mia personale e discutibile sintesi, ma facciamo finta che sia vero).

E si è constatato che i fumetti NON vendono, ovvero che non solo non ci sono lettori, ma neanche potenziali lettori. Questo è dovuto a una serie di fattori culturali tipicamente italiani che non mi interessa analizzare in questa sede.

Io sono intervenuto parecchio sui blog di Diego, Michele e Susanna, e non è che abbia molto da aggiungere a quello che ho detto lì, ovvero che il problema specifico italiano è primariamente quello della mancanza di lettori per TUTTO il comparto editoriale, non solo fumettistico, e che le basse marginalità del prodotto distribuito in fumetteria e libreria giustificano la mancanza di sforzo promozionale.

Cosa manca? Ah, sì, la percezione culturale.
Premessa: ritengo che i paragoni con mercati totalmente diverso dal nostro, come quello giapponese e francese, lascino il tempo che trovino, dato che si parla di modelli produttivi, di mercati e di utenze totalmente diverse, ma nonostante le diversità qualche spunto lo possono dare.
Quindi, solo a livello di curiosità, segnalo questa rivista gratuita che promuove le novità a fumetti in Francia, Zoo Le Mag.
Notare come si definisce:
"Le premier magazine culturel sur la BD et les arts visuels GRATUIT".
Parole chiave: "Culturale" e l'accostamento tra fumetti e "arti visive".
E' chiaro che c'è un'idea promozionale ben precisa e di conseguenza un'idea del prodotto che si vuole far percepire altrettanto netta.
Oh, beh, certo, è GRATUITA. La grafica è professionale ed è distribuita in 100.000 copie, e dal sito si può scaricare sia il PDF in alta che il PDF in bassa.

Chi paga?
Beh, in effetti la maggior parte degli sponsor sono case editrici di fumetto, e qui si torna al discorso che in Italia non ci sono marginalità. Ops.
Era uno scherzo.

Ma un accordo con le compagnie aeree, per esempio? Un free press fatto solo di anticipazioni (=pagine di fumetto) con una breve nota introduttiva per fumetto, con l'impaginazione fatta a turno da editori consorziati.
Ops, gli editori in Italia non si alleano per nessuna iniziativa.
Era uno scherzo.

Un free press promozionale di fumetti. Chi sarebbe lo sponsor giusto? Forse è proprio una cazzata. Forse.

Comunque alla tavola rotonda di Lucca ci vado.

2 commenti:

michele petrucci ha detto...

:)
Dopo tanto parlarne sui blog speriamo che ci sia la volontà (almeno di una parte) di confrontarsi.

:A: ha detto...

Carissimo, ritengo la tavola rotonda un primo passo indispensabile ma senz'altro non sufficiente verso una qualsiasi forma di operatività.

Molto concretamente, credo che la creazione di un sindacato (e se il termine non piace, si può usare "associazione di categoria), sia fondamentale, per avere dei rappresentanti (eletti) che possano essere interlocutori di diverse realtà/istituzioni.

Una volta creata, secondo me si deve cominciare a parlare con altri interlocutori. Quella dell'incontro con l'Associazione Librai Italiani non è una boutade, ma secondo me un primo passo necessario verso un'operatività diversa nei confronti di un canale distributivo che dovremo sfruttare sempre più, ma soprattutto sempre MEGLIO in futuro, se vogliamo che il fumetto commerciale sopravviva.

Il passo ancora successiva potrebbe essere il confronto con le istituzioni: anche se i soldi dedicati alla cultura sono sempre meno, sono convinto che un confronto con amministrazioni locali interessate a promuovere cultura potrebbe portare a iniziative interessanti.

Ma se non c'è la volontà associativa, non si va da nessuna parte.